Zaino in spalla alla scoperta della Thailandia del Nord

da | Gen 27, 2021 | Asia

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DESTINAZIONE

Thailandia del nord

CON CHI

Coppia

QUANDO

Gennaio 2020

Come

Aereo + mezzi pubblici

Tempo di lettura: ( Parole totali: )

Il nostro primo viaggio zaino in spalla alla scoperta della Thailandia, 3 settimane tra Bangkok, i templi e la storia del nord per poi rilassarsi nelle isole paradisiache del mare delle Andamane. Il miglior regalo di Natale che potessimo farci.

Perché proprio la Thailandia?
Un luogo caldo dove trascorrere gennaio, il giusto compromesso tra cultura, avventura e relax. Inoltre, dopo esserci documentati ci sembrava l’esperienza più adeguata in quanto a sicurezza, facilità negli spostamenti e nel reperire alloggi, per iniziare la nostra carriera da backpackers.

Dopo 16 ore, 2 aerei e 30 gradi di escursione termica arriviamo in una Bangkok che si sta ancora svegliando. In aeroporto acquistiamo una sim card locale, che consiglio vivamente almeno per utilizzare il navigatore ed internet, cambiamo qualche soldo giusto per arrivare in centro (il cambio in aeroporto è sfavorevole), indossiamo gli abiti estivi e ci avventuriamo sui mezzi pubblici di una delle città più caotiche del mondo.

Lasciati gli zaini al nostro ostello, il Four Sister Homestay, dove abbiamo prenotato una camera privata con bagno, ci dirigiamo verso il Grand Palace, residenza del re, e i templi più famosi. Prima di entrare, però, assaggiamo della frutta squisita ed Alessandro acquista i famosissimi pantaloni con gli elefantini. Spalle e ginocchia vanno sempre coperti nei templi e bisogna anche togliersi le scarpe quindi indossate calzature che si sfilano facilmente.

Complici il caldo torrido, l’afa e il jetlag dopo qualche ora di visita sono esausta e convinco Ale a tornare a riposare qualche ora che mi permetterà di affrontare la serata a China Town dove lo street food e le luci delle insegne regnano sulla strada.
Come scegliere dove e cosa mangiare?
Semplice, vai dove sono i locals e scegli ciò che ti ispira di più. Il primo pad thai non si scorda mai.
Ecco gli insetti proprio non sono riuscita a mangiarli.

Secondo giorno
Il nostro secondo giorno nella capitale prevedeva sveglia all’alba e visita al Damnoen Saduak floating market, il mercato galleggiante, che si trova a quasi 2 ore di minivan da Bangkok.
Avendo letto vari articoli sui blog ho cercato di stare attenta nel non farci “truffare” ma non ci sono riuscita. Nonostante io abbia richiesto di essere portata con il minivan direttamente al mercato galleggiante siamo stati lasciati in un parcheggio dove da un canale ti portavano al mercato ad un prezzo spropositato, ma da lì non si poteva fare altrimenti. Siamo rimasti, infatti, molto delusi da questa esperienza.

Rientrati a Bangkok abbiamo visitato i templi che mi sono piaciuti di più. Il Wat Arun, il tempio dell’alba, che mi ha incantato per la minuziosità delle sue decorazioni e il Wat Saket, anche conosciuto come Golden Mountain, un tempio dorato che svetta sulla città circondato da una rigogliosa vegetazione.

Terzo giorno
Dopo 2 giorni a Bangkok è già il momento di partire, all’alba ovviamente, verso nord. Zaini in spalla andiamo verso la stazione dei treni di Hua Lamphong e per meno di 1€ acquistiamo i biglietti in terza classe per Ayutthaya, vecchia capitale del regno del Siam. Dopo 2 ore circa arriviamo a destinazione e per pochi euro lasciamo i nostri zaini al deposito della stazione.
Avendo poco tempo a disposizione optiamo per raggiugere i vari siti archeologici in tuktuk (sapevi che i tuktuk di Ayutthaya sono diversi da quelli di tutta la Thailandia?) contrattando fino allo sfinimento per il prezzo più vantaggioso. In alternativa potete anche girare in bici o a piedi. La cosa più difficile è stata far capire all’autista quale templi volessi visitare.

Nel pomeriggio prendiamo un bus e dopo 5 ore raggiugiamo Sukhothai, vecchia capitale reale, anch’essa ricca di resti di palazzi e templi, alcuni molto ben conservati. Abbiamo prenotato una camera con bagno privato all’Old City Guesthouse, una struttura carinissima, pulita ed economica proprio a due passi dal parco storico.

Quarto giorno
Il giorno seguente affittiamo una bici (1€ per l’intera giornata) e visitiamo l’area archeologica. E’ stato molto bello girare senza il caos della città, un luogo dove letteralmente il tempo si è fermato.
Per risparmiare tempo e soldi ci spostiamo ancora una volta vero nord, direzione Chiang Mai, con un bus notturno. Penso sia stata l’esperienza più traumatica di tutto il viaggio. First class bus, che di prima classe non aveva nulla, aria condizionata a manetta e odori sgradevoli ci hanno accompagnato per tutto il tragitto in cui non sono riuscita a chiudere occhio.

Quinto giorno
In mattinata arriviamo finalmente a Chiang Mai, lasciamo gli zaini alla Sakura Guesthouse, dove abbiamo prenotato una stanza con bagno privato, e decidiamo di girare senza una meta precisa tra templinegozietti, street food e bar per apprezzare il gusto della scoperta.
In serata avevamo prenotato un tour organizzato al Wat Phra That, forse il tempio più famoso di Chiang Mai, situato sul monte Doi Suthep dove la leggenda narra che un elefante bianco, lasciato libero di andare, portò le ossa di Buddha nel luogo dove erigere il nuovo tempio per custodirne le reliquie, raggiunta la cima del monte girò su sé stesso e morì. Vi si accede tramite una bellissima scalinata di 300 gradini (che noi abbiamo percorso al buio) oppure tramite una funicolare. Dalla sua terrazza è possibile ammirare il panorama su Chiang Mai.

Sesto Giorno
L’indomani altro tour organizzato per visitare Chiang Rai e i suoi templi. Un minivan passa a prendere tutti i componenti del gruppo di varie nazionalità nelle loro sistemazioni e si parte verso nord. La prima tappa del tour è il Wat Rong Seur Ten, meglio noto come Blue Temple. Costruito sulle rovine di un vecchio tempio dimenticato, è stato aperto al pubblico solo dal 2016. Completamente blu, arricchito con dettagli gialli/oro, al suo interno ospita un Buddha bianco di 6,5 metri di altezza e sulle pareti è raffigurata la storia del Buddha.
La seconda tappa del tour è al Wat Rong Khun, il Tempio Bianco. Anch’esso di nuovissima costruzione, completamente bianco, simbolo della purezza del Buddha, mentre gli specchietti presenti sono simbolo di saggezza. Ogni dettaglio di questo tempio ha un suo simbolismo ed aiuta il visitatore a riflettere sugli insegnamenti buddhisti che indicano la via per fuggire dalle tentazioni. Tra le particolarità di questo posto, oltre al fatto di essere incompiuto, ci sono i bagni che sembrano anch’essi parte dell’opera d’arte poiché si trovano all’interno di una struttura dorata.

Dopo un pranzo tipico a base di riso, verdure e pollo, dove riusciamo a confrontarci con dei ragazzi americani ed una signora tedesca di 70 anni alla scoperta del sud est asiatico da sola, ripartiamo per la terza tappa del tour: la Black House, una creazione dell’eccentrico artista thai Thawan Duchanee. Più che una casa si tratta di un insieme di edifici collocati in tranquillo giardino al cui interno vi sono opere diciamo “particolari”, sicuramente non adatte a chi ama gli animali o è particolarmente pudico.

L’ultima tappa del nostro tour prevede la visita Karen Long Neck Village. Tengo a precisare di non essere stata a favore di questa visita, ma essendo parte del tour organizzato vi ho preso parte per vedere con i miei occhi la realtà e la condizione di queste donne raccontata spesso sul web. In sé questo villaggio è più una messa in scena per turisti con la quale però questa tribù può in qualche modo sostenersi. Non è questo, però, il posto più adatto a codeste riflessioni, la cosa di cui sono certa è che sarò sempre
promotrice di un turismo consapevole.

Ora il nostro aereo per Phuket ci sta aspettando, ci vediamo in paradiso, nel prossimo racconto.
Francesca

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